Gladiator de Cuba

Cuba | January 2011

Gladiator de Cuba

Jesus, 22anni, vive a l’Havana, Cuba. Il suo nome d'arte é Galdiator, look punk ma canta hip hop per strada.

L'ho intravisto dalla vetrata dell'hotel Duville camminare con passo veloce sul Malecon, in canotta e ciabatte.Scatto in piedi .. era da giorni che mi chiedevo se esistessero punk a Cuba. Corro fuori, lo raggiungo, lo fermo gli chiedo se è Cubano.. lui non parla inglese. Mi da conferma essere Cubano, nato a l' Havana, e mi dice che in tutta Cuba ci saranno al massimo un centinaio di punk.

Jesus, 22anni, vive a l’Havana, Cuba. Il suo nome d’arte é Galdiator, look punk ma canta hip hop per strada. L’ho intravisto dalla vetrata dell’hotel Duville camminare con passo veloce sul Malecon, in canotta e ciabatte.Scatto in piedi .. era da giorni che mi chiedevo se esistessero punk a Cuba. Corro fuori, lo raggiungo, lo fermo gli chiedo se è Cubano.. lui non parla inglese. Mi da conferma essere Cubano, nato a l’ Havana, e mi dice che in tutta Cuba ci saranno al massimo un centinaio di punk.

Non è così semplice essere punk sotto dittatura. Lui odia il regime, non e’ una posizione politica dice, è solo desiderio di libertà. Parla di cuba come di una enorme prigione, una prigione su un’ isola. Mi racconta di quando ha provato a scappare e mi dice che lo fara’ altre 100 volte se necessario. A tavola mi racconta dello sconforto e della frustrazione che gli provoca il fatto di non poter vedere il mondo e mi dice che se un giorno non ne potrà più farà una una sciocchezza. Mi accorgo di quanto sia serio nel dirlo e sentire questa cosa mi rattrista. Gli ho chiesto un numero di telefono e se per qualche giorno potevo curiosare nella sua vita da punk. Accetta e mi porta a vedere il posto dove vive, mi mostra il tetto di un edificio fatiscente proprio di fronte all’hotel Duville. Lui dorme li, disteso su di un cartone, cosi può guardare le stelle, dice.

Una signora, una madre, si é presa cura di lui, rimango a parlare con lei un giorno che decido di passare per fargli una sorpresa ma lui non c’è. Lei dice che e’ un bravissimo ragazzo ma molto fragile. Mi mostra i suoi averi tutti contenuti in una busta di plastica. Gladiator viene a fare la doccia a casa sua, lei gli lava i panni ed in cambio lui si rende utile alla già poverissima famiglia.

Un giorno chiedo a Gladiator di ascoltare qualche suo brano. Lui mi risponde che se voglio ascoltare posso farlo per strada o in qualche locale, durante le sue esibizioni. Non ha mai registrato nulla. Andare in uno studio di registrazione costa una cifra per lui impossibile. Gli chiedo quanto, lui dice almeno 70 dollari per un pezzo. Decido, insieme a Fabrizio, di diventare suo produttore. Il pomeriggio di registrazione è molto produttivo, scorre via veloce, sue take risultano tutte buona alla prima, Gladiator è bravo, ha talento, ci sa fare col rap è velocissimo è ha tante cose da dire.

Un giorno mi chiede di accompagnarlo a racimolare qualche soldo. La famiglia che si prende cura di lui possiede molti libri e sono ora purtroppo costretti a disfarsene, lui va in giro per le librerie dell’Havana e cerca di vendere i libri per loro conto. Quel pomeriggio riesce a piazzare 4 titoli per 20 miseri pesos cubani. Quattro libri di letteratura per meno di un dollaro. Compra da mangiare per lui, per il nonno e il resto lo porta alla signora.

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